ARTIST MURAD SUBAI’A LAUNCHES NEW CAMPAIGN

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Artist Murad Subai’a Launches New Campaign

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By NY Staff
Yemeni artist Murad Subai’a has launched a new campaign named Dawn Sculptures in the capital Sana’a.
Subai’a said that the campaign has been prepared over the passed 6 months. “The Dawn Sculpturescampaign aims to remind Yemenis of their ancient civilization that dates back 3000 years.”
He added that the campaign also aims to highlight the bright side of Yemen, which is ignored by many Yemenis today.
During the campaign, different artists will make symbols and models for old Yemeni traces and distribute them on the streets of the capital.
The beginning was with Almaqah, an old Yemeni symbol dating back 3000 years and indicating the establishment of the Yemeni state and the unity of Yemen, which was put on Algiers Street.
Subay is known for his graffiti campaigns around Sana’a. In November last year, he won the “Art for Peace” award in the Italian city of Milan. He has painted the faces of disappeared Yemenis on the walls of the streets of Sana’a and a number of Yemeni provinces.

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L’ARTE PUÒ CREARE LA PACE? I GRAFFITI NELLO YEMEN DI MURAD SUBAY INSEGNANO CHE, SÌ, L’ARTE AFFERMA LA PACE

 

L’ARTE PUÒ CREARE LA PACE? I GRAFFITI NELLO YEMEN DI MURAD SUBAY INSEGNANO CHE, SÌ, L’ARTE AFFERMA LA PACE

Duecentosedicesimo-post_Murad-SubayCompagni di viaggio attivisti, vi soffermate mai un momento sulla vostra potenziale capacità personale? Capacità di perpetuare qualsiasi cosa, qualsiasi pensiero, azione, decisione, movimento, influenza su altre persone, su altre culture, invenzioni, avanguardie.
Accendiamo la TV. Guerra, guerra, guerra. Ogni giorno si accende un altro focolaio bellico. Qual è l’obiettivo? Una volta si facevano guerre per conquiste, di terra e di materie prime. Ora? Fame, povertà, epidemie. Io la spengo, la TV. La spengo perché non c’è solo distruzione, rovina, buio. La spengo perché ho visto, più volte, di persona, come anche la decisione di un solo individuo nel mondo possa creare una reazione a catena inarrestabile di creatività costruttiva, di pace, di prosperità, di benessere.
All’edizione 2014 della conferenza mondiale di Science for Peace ho potuto assistere, anche questa volta di persona, all’esibizione di sensibilizzazione di un graffitaro senza eguali: Murad Subay.

Forse non è corretto chiamare lo yemenita Murad Subay con l’etichetta “graffitaro”. No, non è affatto corretto. All’indomani di un conflitto a tutti gli effetti di guerra, il creatore di un movimento artistico portatore e fautore di pace e di cooperazione deve essere chiamato col nome che merita: artista. A una mente attiva, a una coscienza indignata per la presenza di guerre da oltre un cinquantennio in un Paese naturalmente ricco di risorse, lo Yemen, alla pazienza instancabile dell’artista Murad Subay, il quale colora i muri danneggiati dai conflitti con coloratissimi graffiti portatori di messaggi di speranza, di pace, di sensibilizzazione, dal 2011, lui stesso creatore delle campagne internazionali “The Walls remember their faces”, per non dimenticare le persone ingiustamente uccise dal conflittto, e “12 Hours”, per dare immagine coi graffiti sui muri alle dodici sfide sull’orizzonte politico dello Yemen, un carisma in grado di coinvolgere i giovani yemeniti a colorare le mura interne della capitale che ospitano uomini e donne in cerca di pace, mura che non sono più attaccate da nessuno, a tutto questo, a questo eccezionale ragazzo classe 1987, basterà il Premio Art for Peace Award 2014 consegnato dalle mani di Kathleen Kennedy Townsend in veste di Vice Presidente di Science for Peace?
Ho visto Murad Subay esibirsi nella creazione di un graffito ad hoc per Science for Peace. Ho visto una colomba fatta non solo di cartone, colla e colori. Ho visto una colomba prendere vita nell’incrollabile speranza che accende gli occhi di Murad Subay, nel riaccendersi gli animi di noi, comodi spettatori, in agio nella soffice poltrona, nell’ambiente riscaldato, nell’abbondanza di cibi e bevande, nel dare per scontato un tenore di vita dimenticato, se non sconosciuto, per miliardi di persone nel mondo.
Qualcosa è successo. I graffiti di Murad Subay non sono semplicemente un esempio di arte moderna. Sono testimonianze di vita vissuta di un Paese in guerra, da troppo tempo.
Se tutto questo è nato dall’iniziativa di un ragazzo, cosa potrebbe accadere se tutti coloro che conoscono il tenore di vita di benessere, salute, progresso e prosperità volessero renderlo realtà in tutto il mondo? Chiudete gli occhi, ora. E … immaginate!

“(I ragazzi dello Yemen) hanno dipinto e continuano a dipingere ancora oggi …
Il Premio (Fondazione Veronesi) è il mio nuovo pennello” (cit.)
Dal discorso ufficiale tenuto in occasione del conferimento Art for Peace Award 2014 dall’artista Murad Subay, il quale definisce l’arte dei graffiti “la politica della strada”.

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SCIENCE FOR PEACE IN 2014, THE ART FOR PEACE AWARD AT MURAD SUBAY, GRAFFITI ARTIST YEMENI\ Huffington Post

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Science for Peace in 2014, the Art for Peace Award at Murad Subay, graffiti artist Yemeni (PHOTOS)

Posted on: 13/11/2014 09:58 CET Up to date: 13/11/2014 09:58 CET
MURAD SUBAY

When in June 2013 the Dutch freelance journalist Judith Spiegel and his companion were kidnapped, Murad Subay entrusted to the walls the message of indignation of the vast majority of Yemenis: a depiction of the two European smiling and the words “We are sorry, Judith.”

When December 5, 2013, the day of the death of Nelson Mandela, a terrorist attack left 56 dead on the ground in a hospital in the capital, Murad Subay decided that the minute of silence decided by the government was not enough. He picked up the names and all the photos that could. A few months later, with a group of young artists Yemenis, drew on the walls of the hospital hit the faces and names of the victims, almost all medical and health personnel.

That’s who is the artist who Science for Peace has decided to award this year with the Art for Peace Award, an important recognition given to artists who have distinguished themselves for their commitment to peace. Subay Murad was born in 1987 , so young and yet is the father of the art of graffiti in Yemen. Began to talk the walls in March 2012 through the campaign ” Colour your’s Wall Street , “at which he encouraged the Yemeni citizens, especially the young, to color the walls damaged by the civil war broke out in Yemen in 2011.

In 2012 he launched the campaign Walls Remember , during which the walls of the streets of the capital Subay and his group of artists drew portraits of 102 people missing in previous years, nearly all for political reasons. The initiative, told the same Subay, led to the identification of one of desparecidos Yemenis. “We had a political purpose, so we suffered repeated vandalism and attempts to deface the faces. Our tools are simple but effective, which is why we were targeted. ”

This year Subay launched its third campaign entitled ” 12 Hours “, to illustrate the twelve major policy challenges facing the horizon Yemeni through graffiti art. The reasons for the assignment of the Art for Peace Award are all here: Murad has managed to create an artistic movement and not a pacifist anti-political, indeed, that aims to raise awareness towards politics. It involved a high number of people from civil society in a country plagued by war for more than 50 years.

“Street art is not only my voice, but recently it has also become one of many Yemenis, as it addresses the main problems affecting the country’s inhabitants.All Yemenis want peace and a life of dignity. I saw many people paint their dreams on the walls in the hope that one day become reality. This award has enormous significance for me and for the people who took part in the project and represent the soul of my campaigns art as it is a recognition of our humble work and commitment. In addition, the prize is a strong signal of encouragement for my team of artists and for myself. In essence, it is an acknowledgment, all Yemenis. “

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صور من حفل تسلمي جائزة “الفن من أجل السلام 2014” في مدينة ميلانو، إيطاليا. During my speech in the receiving the award of Art for Peace 2014, Milan, Italy.

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Yemen. I graffiti politici che risvegliano le coscienze\By: Anna Toro

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Yemen. I graffiti politici che risvegliano le coscienze

Una serie di murales per raccontare le questioni cruciali che affiggono il paese: l’idea è del giovane Murad Subay, artista e attivista che in questi ultimi anni il pubblico ha imparato a conoscere come il “Banksy yemenita”, grazie alle sue campagne politiche e sociali a suon di spray e colori per le piazze e strade della capitale.

L’ultima, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, si chiama “12 hours” (Dodici ore) e mira a evidenziare i “mali” dello Yemen, incentrando ogni ora dell’orologio su un tema diverso: dal settarismo al rapimento degli stranieri, dall’incarcerazione degli oppositori politici agli attacchi dei droni statunitensi nel paese.

“Dopo la rivoluzione – scrive Subay – mi sono reso conto che l’anima del popolo yemenita era frantumata a causa della guerra e della situazione all’interno del paese. Ho visto che gli edifici e le strade erano danneggiati e pieni di proiettili. Così sono andato su Facebook e ho detto che il giorno dopo sarei andato in piazza a dipingere. E così ho fatto”.

Alla chiamata su Facebook è seguita una massiccia risposta da parte dei cittadini, che si sono recati fuori con Subay e l’hanno aiutato a dipingere le pareti con potenti messaggi su governo, politica e ingiustizie sociali.

Lo scopo dell’artista, pienamente riuscito, è infatti coltivare la consapevolezza dei problemi in modo pacifico e partecipativo. E quale mezzo più immediato per arrivare al cuore della gente, se non i colori, l’arte e la strada?

Così, grazie a questa campagna durata un intero anno, dalle pareti hanno preso vita le tante ferite della storia yemenita degli ultimi 30 anni, visibili da tutti, e perciò diventate un atto di resistenza e di protesta. Non a caso, è capitato che diverse opere di Subay fossero state rimosse, rovinate o coperte.

La prima ora della campagna, ad esempio, è dedicata al problema della violenza armata in Yemen, un paese che, secondo i dati 2012 di Aljazeera, ha il secondo più alto tasso di possesso di armi nel mondo.

La seconda ora affronta invece il tema del settarismo, lo scontro tra sciiti e sunniti che da tempo provoca tensioni tra le due sette religiose. La popolazione dello Yemen, infatti, è divisa tra circa il 45% musulmani sciiti e il 55% di musulmani sunniti, il cui divario ha portato negli ultimi tempi a manifestazioni di odio, fanatismo, e rivolte.

La terza ora racconta delle sparizioni forzate, di arresti e carcerazioni di cui il governo continua a negare il suo coinvolgimento. In realtà si tratta di veri e propri rapimenti di stato, un tema che l’artista aveva precedentemente affrontato nella campagna creativa “The walls remember their faces” (I muri ricordano i loro volti) in cui i volti delle persone disperse apparivano sulle strade accanto al luogo e la data della loro scomparsa, scritti in arabo e in inglese.

Anche quella volta il successo di partecipazione da parte del pubblico era stato enorme.

Toccanti ed evocativi i graffiti dedicati al problema dei droni statunitensi nei cieli yemeniti, con le loro vittime civili “collaterali”, fonte di traumi e terrore per la popolazione.

Secondo una ricerca dello psicologo forense inglese Peter Schaapveld, ben il 92 per cento del campione di popolazione da lui esaminata è risultato essere affetto da disturbo da stress post-traumatico, che colpisce soprattutto donne e bambini. Si parla infatti di “un’intera generazione traumatizzata”.

Ma i “mali” dello Yemen non sono finiti: ed ecco che troviamo murales sul terrorismo, sulla povertà, sulla guerra civile, sul reclutamento dei bambini nei conflitti.

Ricchi di elementi simbolici sono poi quelli dedicati ai torbidi rapporti tra l’Arabia Saudita, l’Iran e gli Stati Uniti, che attraverso il pompaggio di denaro – e non solo – esercitano una forte influenza su tutte le decisioni politiche yemenite (e infatti si chiama la loro “ora” si chiama “Treason”, tradimento).

Infine si parla di corruzione, di stigmatizzazione ed emarginazione, per chiudere con un auspicio positivo, ovvero la “condivisione” della pace, con una strizzata d’occhio al web e ai social network.

Tanto grande è stato l’impatto di questi muri in tutto il mondo, che Murad Subay, nato nel 1987 nella provincia di Thamar, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio internazionale “Arte per la pace” della Fondazione Veronesi.

L’artista ci racconta via mail di essere proprio in questi giorni alle prese con le pratiche per il passaporto, pronto per venire in Italia alla premiazione ufficiale che si terrà questo novembre.

 

Per visitare la gallery sul nostro sito clicca qui.
Si ringrazia Murad Subay per la gentile concessione delle foto. 

 

12 Ottobre 2014
di: Anna Toro
Area Geografica: Yemen

Art for Peace Award 2014

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PACE COME CONDIZIONE DEL BENESSERE

14 – 15 NOVEMBRE 2014 UNIVERSITÀ BOCCONI, MILANO

Un premio per chi promuove una cultura di pace.

Ogni anno Science for Peace assegna l’Art for Peace Award, un riconoscimento importante riservato agli artisti che si sono distinti nella diffusione di un messaggio di pace.

Quest’anno l’Art for Peace Award verrà assegnato a Murad Subay, giovane artista yemenita che ha dato vita quasi interamente da solo allo sviluppo dell’arte dei graffiti nello Yemen a partire dal 2012, all’indomani della Primavera Araba nel suo paese.
Il premio verrà consegnato a Murad durante la 6° edizione della Conferenza Mondiale, venerdì 14 Novembre 2014.

“A livello personale, i graffiti sono stati e rappresentano tuttora una fase fondamentale della mia vita, durante la quale ho scoperto me stesso. La street art non è soltanto la mia voce, ma di recente è diventata anche quella di molti yemeniti, poiché affronta i problemi principali che colpiscono gli abitanti del paese. Tutti gli yemeniti desiderano la pace e una vita dignitosa. Ho visto tantissime persone dipingere i loro sogni su muri nella speranza che un giorno diventino realtà. Questo premio ha un enorme significato per me e per le persone che hanno preso parte al progetto e rappresentano l’anima delle mie campagne artistiche, poiché è un riconoscimento del nostro umile lavoro e impegno. Inoltre, il premio è un segnale forte di incoraggiamento per il mio team di artisti e per me stesso. In sostanza, è un riconoscimento che premia tutti gli yemeniti.”Murad Subay

LE EDIZIONI PRECEDENTI

  • 2013alla cantante Fatoumata Diawara, in arte Fatou
    Per il forte impegno che la sua musica rivela a favore dei diritti delle donne del suo paese, il Mali.

  • 2012allo scrittore e saggista israeliano David Grosmann
    per la sua continua testimonianza a favore del dialogo e di dissenso nei confronti dell’uso della violenza.

  • 2011al fotoreporter Joao Silva
    perchè i suoi scatti hanno sempre denunciato la necessità di un cambiamento e la volontà di raggiungerlo

  • 2010al regista Xavier Beauvois
    per il suo mirabile film “Uomini di Dio” tratto dalla storia vera dei monaci di Tibhirine, emblema di tolleranza e umana fraternità, uccisi da terroristi della Gia.

  • 2009al Maestro Daniel Barenboim
    per aver creato la West-Eastern Diva Orchestra che riunisce musicisti palestinesi e israeliani.

Young Yemeni Artist Receives Art For Peace Award

 Young Yemeni Artist Receives Art For Peace Award

 

 

Asma al-Mohattwari 

The Yemeni artist Murad Subay has won the prize Art for Peace, awarded by the Veronese  Italian Foundation. The young painter was praised for two campaigns that he promoted via social media..

Subay first called on Yemenis to draw freely in the streets of Sana’a, through a campaign called “Color the Wall of Your Street.” Many artists went so far as to use the bulletholes in many walls as parts of their paintings, which exquisitly reflected peace.

The second campaign was called “Walls to Remember their Faces,” and consisted of street art with politicians, military officials, and regular citizens who disappeared during the period of authoritarian rule, with their fate still being unknown.

The campaigns were recorded in a book called “12 Hours and Open,” which also discussed Yemeni issues like sectarianism, human rights, and drone strikes. 

The award “Art for Peace” specializes in global artists, photographers, and activists who have been active in spreading the culture of peace.

Link..

 

“العربي الجديد”/اليمني مراد سبيع يقطف جائزة “الفن من أجل السلام”

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االيمني مراد سبيع يقطف جائزة "الفن من أجل السلام"

اليمني مراد سبيع يقطف جائزة “الفن من أجل السلام”

صنعاء ــ العربي الجديد

1 مايو 2014

فاز الرسام اليمني مراد سبيع بجائزة “الفن من أجل السلام” التي تمنحها مؤسسة “فيرونيزي” الإيطالية، على هامش “المؤتمر العالمي السادس للسلام”، والذي سيقام في مدينة ميلان يوم 14 نوفمبر/تشرين الثاني هذا العام.

وقالت المؤسسة في موقعها على الانترنت إن الجائزة تمنح لمن تبرز مواهبهم الفنية من أجل السلام، ومُنحت الجائزة لسبيع على أعماله الفنية التي تظهر حقوق السكان المدنيين في وجه الهجمات الإرهابية.

وكان الرسام مراد سبيع قد أطلق مع عدد من الرسامين حملة رسوم على الجدران في صنعاء تدعو إلى نبذ العنف والسلاح، وأبرز فيها العديد من القضايا، كقضية المخفيين قسراً والمتضررين بالأعمال الإرهابية والاغتيالات.. إلى غير ذلك من الرسوم التي أصبحت تزين شوارع العاصمة وجدرانها.

وقال مراد سبيع في تعليق على الجائزة في منشور بصفحته على موقع التواصل الاجتماعي: “أشكر المؤسسة على هذا التكريم الذي أعتبره تكريماً لليمن واليمنيين، وأخص أصدقائي وكل من شارك في حملات الرسم على الجدران “12 ساعة، الجدران تتذكر وجوههم، و لون جدار شارعك”، الذين كانوا السبب الرئيسي في نجاح الحملات”.

رابط الموضوع..

 

جائزة “الفن من أجل السلام” للعام 2014

سعيد لمعرفتي بمنحي جائزة “الفن من أجل السلام” من قبل مؤسسة “فيرونيزي” الإيطالية، على هامش “المؤتمر العالمي السادس للسلام”، والذي سيقام في مدينة ميلان يوم 14 نوفمبر هذا العام.

وقد منحت الجائزة في السنوات السابقة إلى: 
المغنية “فاتو”
الكاتب “ديفيد جروسمان”
المصور” جواو سيلفا”
المخرج والممثل “كسافيير بيوفوا”
المايستروا الموسيقي “دانيال بارينبويم”

أشكر المؤسسة على هذا التكريم الذي أعتبره تكريما لليمن واليمنيين وأخص أصدقائي وكل من شارك في حملات الرسم على الجدران “12 ساعة، الجدران تتذكر وجوههم، و لون جدار شارعك”، الذين كانوا السبب الرئيسي في نجاح الحملات.


I am delighted to know that I have been chosen to receive the “Art For Peace Award” for the year 2014, which is given annually to artists around the global by the Italian Foundation “Veronesi”.
I will be receiving the Award in Milan City, Italy, on November 14, at the 6Th International Conference For Peace. This Award had been received over the years by the Following artists:
Fatou “singer”
David Grossman “Author”
João Silva “Photographer”
Xavier Beauvois “Film actor and director”
Daniel Barenboim “Pianist”
I want to thank the “Veronesi” Foundation for honoring me with this Award. By honoring me, they are honoring Yemen and Yemenis, especially my friends and everybody ever participated in the artistic campaigns “12Hours, The Walls Remember Their faces and Color your street’s wall” who are the main reason for the success of these campaigns

https://www.fondazioneveronesi.it/progetti-e-conferenze/science-peace/art-peace-award/